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Sintesi del percorso didattico/sperimentale
 

Ottica sistemica
 
Interazione tra sistemi che cercano differenti equilibri sulla base di una crisi o per l’emergere di nuovi bisogni.

Nei servizi offerti dal CPI quali sono i sistemi che entrano in relazione tra loro?
Fogli mobili: 
 
1. Indicazione dei sistemi
2. Descrizione della rete
  
L’UTENZA è al centro perché necessita di tutela ma l’intervento ha senso solo se si considera la realtà locale.
 
Bateson afferma che bisogna utilizzare sia lo “zoom” che il “grand’angolo”:

> con lo zoom c’è la messa a fuoco sul soggetto (la storia, la formazione, le esperienze 
    personali e professionali)
 
> con il grand’angolo si mette a fuoco il contesto e si controlla tutta la situazione delle 
    interazioni tra i sistemi e la qualità delle loro relazioni
 
Quando si ha difficoltà si deve allargare il campo, invece si ha la tendenza a restringere l’attenzione su un focus più ristretto.

lo stato di equilibrio di un sistema non dipende  dalle condizioni di partenza ma dall’organizzazione che si è dato
 
l’organizzazione è propria del sistema e non può essere stabilita dall’esterno;
 
non è l’assenza di problemi a determinare il buon funzionamento di un sistema ma la sua capacità di adattarsi a situazioni nuove:
 
la rigidità del sistema
 
in ogni caso ogni intervento è co-costruito;
nella co-costruzione l’aspetto determinante è la risonanza emotiva degli operatori coinvolti.
 
La risonanza porta l’operatore a mettersi dalla parte di uno dei sistemi coinvolti (solo il lavoratore, solo l’azienda, solo il servizio di cui fa parte, ecc.)
  
Questo è normale l’importante è sapere da che parte ci si è schierati;
il problema sorge, invece, quando l’operatore tende a schierarsi rigidamente sempre nello stesso modo senza darsi la possibilità di leggere tutta la situazione.
 
Un trucco per superare la rigidità è quello di chiedersi sempre:
 
con gli occhi di chi sto guardando la situazione?

Del disoccupato?
si tende a voler annullare subito il disagio. L’intervento è basato sull’urgenza: sentiamo il suo dolore e vogliamo intervenire per non sentirlo più perché non possiamo tollerare il dolore dell’altro e il nostro.

Delle aziende?
atteggiamento reverenziale, si subisce il potere. L’intervento non è più basato sull’urgenza ma sull’intervento continuo.
 
Del servizio?:
l’intervento è basato sull’applicazione delle regole ed è legato alla rappresentazione del potere dell’operatore.
 

Le soluzioni
 

1. il lavoro d’équipe permette all’operatore di contenere il suo coinvolgimento e vedere la situazione nel suo complesso
2. l’impostazione progettuale dell’intervento introduce necessariamente una temporalità che permette di superare sia l’intervento basato sull’urgenza che quello basato sulla continuità
 
La rete dei sistemi può funzionare grazie a protocolli operativi che definiscono le singole responsabilità e che sono basati sull’analisi congiunta e condivisa dei bisogni territoriali 
 
ognuno dei sistemi è parte integrante dell’attività che si svolge nel senso che non esiste una parte dei sistemi che si mette al servizio degli altri restandone al di fuori.
 
Le motivazioni che fanno funzionare i sistemi possono fare riferimento a due livelli:

1) livello implicito – il perché quella parte del sistema si muove proprio in quel modo (potere, struttura organizzativa, ecc.). risorse
 
2) livello esplicito – la mission, la spinta ideologica legata alla realizzazione dell’obiettivo che quella organizzazione si è data. 

Per poter capire la posizione reale di ogni sistema nel sistema generale bisogna conoscere i due livelli e metterli in interconnessione.
 
Per poter funzionare nel sistema deve esserci equilibrio tra bisogni (essere confermati nel proprio ruolo) e risorse (tempi, interventi, aspetti organizzativi messi a disposizione)
 
Mappa dei sistemi
 
- contesto organizzativo e culturale
- disponibilità emotiva al cambiamento
- ruoli
- fase del ciclo vitale
- aspettative
- risorse
- precedenti esperienze di rete relazionale
- rapporto con gli altri servizi
 
Si deve passare dall’ottica del sostegno e riparazione a quella della promozione e sviluppo della comunità (dal bisogno – disagio, alla normalità – tutti possono avere bisogno dei servizi)
 
 
PROMOZIONE E SVILUPPO DI COMUNITA’
Assicurare orientamento, consulenza e servizi al manifestarsi di eventuali difficoltà anche temporanee

SOSTEGNO E RIPARAZIONE
Interventi tempestivi e mirati in una situazione di gravità o per mancanza di risorse interne. Si privilegiano gli interventi temporanei.

AMBITO
Promuovere – competenza dei soggetti promotori delle politiche del lavoro (stato, regione, provincia, comune): ATTRAVERSO: piani e accordi di programma. Promuovere la crescita del territorio, valutare gli interventi effettuati, pianificare e mobilitare le risorse. Responsabilità politiche. Finalità collettiva.
 
Attuare – competenza dei soggetti erogatori (CPI): ATTRAVERSO: convenzioni e servizi. Monitoraggio delle attività, validazione delle metodologie, flessibilità degli interventi, accreditamento dei servizi). Responsabilità tecniche. Finalità del servizio.

Fruire – competenza dei soggetti fruitori (cittadini, disoccupati, fasce deboli, ecc): ATTRAVERSO: idonei strumenti tipo questionari. Valutare i servizi, partecipare al servizio i prima persona, opinione pubblica/senso comune. Responsabilità civili. Finalità individuale e di gruppo.
 
 
Innovare i servizi significa:
 
- partire dalla domanda, ascoltarla, analizzarla, mai interpretarla
- capire l’esigenza
- ampliare i fruitori dei servizi
- rendere i servizi più efficaci migliorando la qualità e la rete
 
SERVIZIO: rivolto ai fruitori
ATTIVITA’: interna al servizio
 
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